In manette Lino Brentan

Comunicato Stampa del Segretario provinciale del PD, Michele Mognato sul provvedimento di custodia cautelare di LINO BRENTAN
Lino Brentan, iscritto fino al 2011 al PD è uno dei 382 componenti dell’Assemblea Provinciale ma non ricopriva particolari incarichi di direzione politica.
Auspico che Lino Brentan chiarisca la sua posizione e che la Magistratura faccia piena luce sui fatti contestati.
Confermo la piena fiducia nel lavoro degli inquirenti.
Mi è pervenuta altresì la comunicazione della sua autosospensione dal PD come previsto dal comma 2 dell’art.10 del Regolamento Nazionale delle Commissioni di Garanzia:
“E' facoltà dell'iscritto sottoposto a procedimento penale ricorrere all'autosospensione dall'attività di partito, che deve essere comunicata agli organi dirigenti e a quelli di garanzia competenti. Questi possono respingerla o prenderne atto. La presa d'atto sostituisce l'assunzione dalla sospensione cautelare da parte degli organi di garanzia.”
Ho provveduto a comunicare il tutto al Presidente della Commissione Provinciale di Garanzia.
Michele Mognato, Segretario Provinciale PD Venezia

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L'ex Ad dell'Autostrada Venezia-Padova, Lino Brentan, è stato arrestato dalla Guardia di finanza lagunare nell'ambito di un'inchiesta su tangenti. L'amministratore, dimessosi dall'incarico un paio di settimane fa, è accusato di corruzione. L'operazione costituisce la prosecuzione dell'indagine svolta nei mesi scorsi a carico dei vertici del settore edilizia della Provincia di Venezia strettamente legati a un gruppo di imprenditori locali, che riuscivano perciò a farsi assegnare la quasi totalità dei lavori pubblici del settore Edilizia senza neppure dover ricorrere a pubbliche gare di appalto. In questo contesto, Brentan «colletto bianco garante degli accordi corruttivi» sarebbe stato l'uomo che, dietro compenso di denaro, avrebbe assicurato agli imprenditori trattamenti di «riguardo» negli affidamenti di lavori e consulenze.
In pratica Brentan ricorreva al sistema del frazionamento delle opere in più lotti per ridurre l'ammontare del costo dei lavori e poterli così affidare ad assegnazioni dirette. In altri casi faceva invece ricorso al «cottimo fiduciario» (la vecchia «trattativa privata») senza che ne ricorressero i presupposti. Oltre agli arresti domiciliari all'ex amministratore delegato della Venezia-Padova ed ex assessore ai lavori pubblici della Provincia di Venezia sono stati sequestrati 170 mila euro. Sarebbe infatti questa, secondo la Finanza la somma che l'uomo avrebbe intascato attraverso le tangenti.
Gli episodi che vedono coinvolto Brentan risalgono al periodo che va dal 2005 al 2009 (altri in epoche precedenti non sarebbero stati approfonditi in quanto già prescritti) e sarebbero sostanzialmente tre. Tre tangenti, o parti di esse, ricevute dall'arredatore Dario Guerrieri (35 mila euro) per gli arredi degli uffici del casello di Villabona, dall'imprenditore edile Silvano Benetazzo (60 mila) e dal consulente «acustico» Luigi Rizzo che avrebbe eseguito lavori per un milione e 100 mila euro e avrebbe dato il dieci per cento. Ferme, e fiduciose, le dichiarazioni del procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni: «Vista la sua rilevanza, Brentan potrebbe rappresentare una cassaforte che speriamo di essere in grado di aprire al più presto». Sullo stesso tono il procuratore capo di Venezia Luigi Delpino: «Come già avvenuto in altri casi, speriamo ora si verifichi il classico effetto a catena. Con l'accusato che trascina nel baratro chi è causa del suo male». Per il generale della Finanza Marcello Ravaioli infine si tratta di «delitti gravissimi, perturbazioni alla lecita concorrenza tra imprese». (Fonte Corriere del veneto 30.01.2012)