La manovra SalvaItalia (di Rodolfo Viola)

La manovra che il 5 Novembre il Presidente del Consiglio ha presentato al Parlamento si colloca dentro il contesto Europeo venutosi a determinare a seguito della crisi dei debiti sovrani: in modo particolare vuole affrontare gli squilibri strutturali che la stessa Comunità ha indicato come elementi di difficoltà della nostra situazione l’alto indebitamento e la bassa crescita.
Abbattimento del debito e crescita dunque attraverso la diminuzione del costo del lavoro, spostamento della tassazione dal lavoro al consumo questi gli obiettivi urgenti che la manovra tenta di affrontare.
La situazione del Paese è drammatica e Monti lo ha detto con chiarezza lunedì scorso alla Camera.
“al di fuori dell’euro e della casa comune costruita nell’Unione europea ci sono – e misuro le parole – il baratro della povertà e della stagnazione, il crollo dei redditi e del potere d’acquisto, il prosciugamento delle fonti del credito, l’isolamento e, soprattutto, l’assenza di futuro per il Paese e per le giovani generazioni. Non esiste alternativa.”

Ecco perché il PD pur esprimendo riserve e facendo proposte di miglioramento al testo, ritiene che il Decreto Salva Italia rappresenti un primo passo verso il risanamento dell’economia italiana.
E’ anche un’occasione per cominciare a  mettere mano alle riforme e ammodernamenti di cui il Paese ha bisogno.
La riforma delle pensioni, pur con tutte le riserve di applicazioni, con il passaggio al metodo contributivo per tutti e la sostanziale scomparsa delle pensioni di anzianità rappresenta un passo fondamentale in quel patto intragenerazionale e intergenerazionale di cui abbiamo bisogno.
E’ evidente che il tutto non si regge se non è accompagnato da una profonda revisione dei meccanismi relativi agli ammortizzatori sociali ( la manovra lo prevede esplicitamente al Comma 30 dell’art. 23  con  la promozione da parte del Governo, entro il 31 dicembre 2011, di un tavolo di confronto con le parti sociali al fine di riordinare il sistema degli ammortizzatori sociali e degli istituti di sostegno al reddito e della formazione continua.
L’altro elemento di riforma da avviare è quello del mercato del lavoro sul quale anche dentro il PD va rapidamente fatta chiarezza con una proposta riformatrice che tenga sempre come obiettivo quel patto generazionale di cui abbiamo parlato sopra.
Tra le politiche di contenimento dei costi del sistema pubblico vi sono naturalmente i costi del funzionamento della stessa.
Il Decreto interviene in questo senso con l’accorpamento e la soppressione di Enti, la riduzione dei componenti dei CDA delle Autority, l’intervento sulle Province e l’adeguamento degli stipendi dei Parlamentari ai costi medi Europei.
Ricordo solo che l’adeguamento degli stipendi dei Parlamentari alle medie Europee rappresenta la proposta di Legge elaborata dal PD e già depositata in Parlamento.
La polemica di queste ore sulla scelta del Governo di forzare la mano sui tempi di decisione è l’ennesima occasione persa  per fare rapidamente le cose con il la conseguenza di diminuire ulteriormente la credibilità della classe politica presso l’opinione pubblica.
Anche qui non può essere una norma sola ma una serie di interventi diffusi che possono dare il senso di una partecipazione di tutti ai tanti sacrifici richiesti.

In tal senso il PD si è fatto carico di presentare una serie di proposte emendative per correggere gli effetti più distorsivi della manovra e in modo particolare:

v     Deindicizzazione delle pensioni a partire da 1400 Euro (tiplo del minimo pari al 64 % della platea) finanziata con l’> dell’imposta sui capitali scudati

v     Moderazione dell’applicazione dell’aumento dell’età pensionabile per i lavoratori precoci per le pensioni di anzianità

v     Esenzione dall’applicazione dell’aumento dell’età pensionabile  per i prepensionamenti a seguito di crisi aziendali

v     Aumento della detrazione a 400 Euro  per la prima casa sull’IMU

Restano due grandi preoccupazioni:

La prima è legata ai possibili effetti depressivi che la stessa potrebbe avere: non  possiamo negare che ci sia un importante aumento della tassazione nel suo complesso e che potrebbe avere come conseguenza un ulteriore abbattimento dei consumi. Non ci è dato sapere se le misure sulle crescita pur importanti riusciranno a contrastare questa deriva.
L’altra è la tenuta del sistema Europa.
Come abbiamo visto, dopo l’adozione da parte del Governo del Decreto Salva Italia, il famigerato spread è sceso, dopo mesi sotto i 350 punti base, abbassando i rendimenti dei nostri titoli di stato a livelli sopportabili.
Ma è bastato che si profilasse un impasse nella trattativa a livello Europeo sulle nuove condizioni del Patto di Stabilità perché la situazione tornasse a farsi incandescente.
Insomma  dovremo lavorare ancora molto per tirarci fuori dalla situazione in cui siamo.
Il PD in questo contesto ha dimostrato di essere forza credibile e autorevole per dare un contributo vero a questo processo. Non così possiamo dire dei nostri possibili alleati della mitica foto di Vasto: su questo ci sarà molto da riflettere.
Proprio per questi motivi, di fronte all’irresponsabilità di forze come la Lega che prima ha contribuito a determinare questa situazione e ora sembra che non sia un suo problema, dovremo fare uno sforzo in più come Partito per salvare l’Italia: facendo così, e questa è la mia personale opinione, salveremo anche il progetto originario del PD.